Archive for March, 2007

Chi mi conosce sa che sono un accanito difensore dei diritti dei consumatori (ho preso da mio padre) e che molte volte ho ottenuto rimborsi impensabili e poco probabili. Questa volta vi propongo una forma di restituzione del denaro speso che si avvicina ai limiti della decenza, e forse per questo la prima che non attuerei…anche se comunque rappresenta pienamente un diritto lecito del consumatore.

Ieri giravo nel mio archivio video e ho ripescato per caso un video di qualche anno fa. E’ proprio uno spettacolo (d’uomo), non potevo fare a meno di uploadarlo…


Ieri ho sentito che il Politecnico di Milano ha conferito a Giorgio Armani la Laurea Honoris Causa in disegno industriale. Senza nulla togliere ad Armani, grande professionista, non sono d’accordo con il concetto di Laurea Honoris Causa. Credo che il conferimento di una Laurea e il desiderio di dare una menzione d’onore ad una persona particolarmente valida nel campo in cui opera siano due azioni da mantenere distinte. Questo per due motivi:

1) Spesso i giovani sono attirati da strade alternative alla vita accademica, più veloci, meno faticose, più efficaci ma meno prestigiose (si veda il mondo dello spettacolo). La Laurea Honoris Causa ingenera incosciamente confusione nella concezione intrinseca di competenze acquisite, capacità personali, meriti, fama e successo.

2) Spesso le Università utilizzano questo strumento come mezzo pubblicitario per far conoscere il proprio nome (nel bene o nel male, oserei dire a questo punto). A tal proposito apprezzo il sistema utilizzato dalla Bocconi che si distingue dagli altri atenei.

Propongo pertanto un metodo alternativo per l’attribuzione di meriti particolari, come menzioni o addirittura Lauree. Un ateneo propone in forma anonima una persona e l’approvazione deve essere data dalla maggioranza di tutti gli atenei nazionali che hanno la stessa facoltà al loro interno. La premiazione deve avvenire nella sede del MIUR (Ministero dell’università e della Ricerca). La cerimonia può essere finanziata dagli atenei favorevoli alla stessa che hanno intenzione di farsi pubblicità, ma la Laurea viene conferita ufficialmente dal Ministero e non dai votanti o dagli sponsor.

Vediamo quante Laureae Honoris Causa vengono conferite…

Da circa 2 settimane ho comprato la console Nintendo Wii. Pur rimanendo un pò deluso dalla grafica in stile cartoon (tipicamente giapponese) del videogioco Wii Sports compreso, ho intensamente apprezzato il Remote Control con sensore di movimento collegato via Bluetooth al box principale. La cosa più sorprendente è stata vedere i miei familiari, in particolare mia madre, scatenarsi con un oggetto tecnologico legato al mondo del gaming. Ancor più emozionante è stato il fatto che nei giorni successivi sono stato sfidato direttamente e sfrontatamente più volte e, cosa alquanto sbalorditiva, spesso ho perso. Con tutti i difetti che può avere questa console (grafica banale, features tecnologiche ridotte rispetto alla concorrenza diretta, sensore non perfetto nella rilevazione del movimento), ritengo che sia un prodotto innovativo in quanto oggettivamente capace, non di ridurre, ma addirittura di stroncare il Digital Divide.

Milano poco illuminata? Pensiamo prima ai crimini alla luce del sole!

 P.S. …e all’ambiente!

Aggiornamento ore 20:30: l’avevo detto - non si è pensato nè alla sicurezza diurna, nè all’ambiente!

Ciò di cui mi occupo, raccontato in 1 minuto e 30 secondi…

Nell’ultimo periodo, viste le mie vicissitudini lavorative, ho avuto direttamente a che fare con il precariato, fenomeno particolarmente sentito nel settore delle TLC. Andando subito al dunque, consiglio di leggere questa interessante analisi della questione realizzata da Pietro Ichino, professore di diritto del lavoro all’Università Statale di Milano.

Premettendo che lo studio del Professore è particolarmente valido perchè basato su un approccio ingegneristico (si ragiona sui dati), non sono però d’accordo con le conclusioni teorizzate. Il Dott. Ichino sostiene che una soluzione al precariato possa consistere nel “rafforzare professionalmente i più deboli, o aiutarli a trovare la collocazione in cui possono rendere di più”…banale…così si ribalta nuovamente il problema sul precario perchè nessuno effettivamente può farsi garante di questo rafforzamento/cambiamento (nè le istituzioni, nè le imprese che sicuramente non pensano alla formazione della persona prima dell’assunzione della stessa). Per quanto possa essere vero in alcuni casi, la maggior parte delle volte i giovani sono già forti nelle posizioni in cui lavorano.

Il problema è che esistono due tipi di posizioni al momento dell’ingresso in azienda: alcune più operative, in cui la persona viene formata velocemente ed è facilmente sostituibile; altre più strategiche e di alto livello, che non garantiscono l’esigenza della risorsa nel breve termine. Mentre nel primo caso il problema è strutturale e sta alla persona dare quel qualcosa in più per rendersi necessaria e non sostituibile, nel secondo spesso sono le aziende (in particolare quelle italiane, soprattutto in questa fase di crisi economica) a ragionare sui numeri/budget del breve periodo, perdendo talenti capaci di determinarne profondamente l’andamento strategico sul lungo termine. Tali aziende risentiranno comunque delle loro scelte in termini di politica di gestione delle risorse umane nei periodi temporali di cambiamento generazionale; la totale acquisizione dall’esterno di middle management infatti non paga a livello strategico, in quanto l’impresa in questo modo non mantiene una base di “fedeli”, votati alla sua causa in modo tale da garantire la continuità della stessa e dei suoi valori.

Attenzione quindi: la colpa del precariato è da attribuirsi in parte ai precari, in parte alle aziende. E di questo precariato (quello che si protrae per lunghi periodi s’intende) non ne giova nessuno, nè il giovane, nè sul lungo l’azienda, tantomeno lo Stato.

Consiglio vivamente a chiunque si occupi di Marketing a livello professionale (anche slegato dal settore TLC) il convegno organizzato dal MIP - Politecnico di Milano “Marketing reloaded: slogan o vero cambiamento?” per il giorno venerdì 30 Marzo. L’incontro verterà sulle tematiche del Web 2.0, tralasciandone però gli aspetti puramente consumer (che abbondano nei seminari, ma spesso non portano a nulla di concreto) e analizzandone quelli business: sempre più aziende infatti sono interessate a capire come approcciare e coinvolgere il cliente tramite nuovi strumenti, più immediati e d’impatto, come quelli tipici dell’era 2.0. Innovativo anche il modo di presentare il convegno rispetto alla forma istituzionale tipica del Politecnico: una descrizione accattivante, sulla falsariga del film Matrix (da qui molto probabilmente viene il “Reloaded” del titolo).

Marketing reloaded: slogan o vero cambiamento?

Questo post lo dedico ad una serie di blogger che mi hanno aiutato durante le fasi iniziali del mio “brainstorming autorale”.

In primis Riccardo Cuomo e Alessandro Galetto, autori di un blog che parla di Innovazione con la I maiuscola (e non dico altro): il primo, capace di valorizzare e sostenere i miei output professionali; il secondo, intento a spronare positivamente la mia dedizione a questo spazio editoriale.

Inoltre ringrazio il buon Max Budicin, che mi ha aperto nuovi mondi nell’ambito della tecnologia (partendo dai navigatori satellitari e arrivando alla manifestazione Radiant), e Frangino, che mi ha accompagnato per mano nel mondo Web 2.0 e che la Rete vi dirà chi è…

Grazie perchè senza di voi non l’avrei fatto.