Archive for April, 2007

Visto che domani parto per un lungo week-end romano (tornerò il 2 Maggio), vi lascio con un post-ulato che potrebbe tenervi impegnati a riflettere nel corso dei prossimi giorni.

Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow concepì il concetto di “Hierachy of Needs” (gerarchia dei bisogni o necessità), e la divulgò nel libro Motivation and Personality del 1954. Questa scala di bisogni è suddivisa in 5 differenti livelli, dai più elementari (necessari alla sopravvivenza dell’individuo) ai più complessi (di carattere sociale), la realizzazione dell’individuo la si ha passando per i vari stadi che se non soddisfatti non consentono progressione.
Questa scala è internazionalmente conosciuta come “La piramide di Maslow”. Maslow propose un ordine dei bisogni, chiamato Piramide dei bisogni di Maslow, secondo il quale alcuni bisogni vanno soddisfatti prima che nascano quelli del livello successivo.
1) Bisogni fisiologici: fame, sete, sonno, potersi coprire e ripararsi dal freddo, sono i bisogni fondamentali, connessi con la sopravvivenza.
2) Bisogni di sicurezza: devono garantire all’individuo protezione e tranquillità.
3) Bisogno di appartenenza: consiste nella necessità di sentirsi parte di un gruppo, di essere amato e di amare e di cooperare con gli altri (è molto sentito dall’adolescenza).
4) Bisogno di stima: riguarda il bisogno di essere rispettato, apprezzato ed approvato, di sentirsi competente e produttivo.
5) Bisogno di autorealizzazione: inteso come l’esigenza di realizzare la propria identità e di portare a compimento le proprie aspettative, nonché di occupare una posizione soddisfacente nel proprio gruppo.

MASLOW

Alcuni studiosi hanno teorizzato una probabile evoluzione della scala di Maslow: il benessere che ha contraddistinto le fasi finali del XX secolo ha favorito la capacità nell’uomo di raggiungere facilmente il quinto livello e iniziare a scalare nuove piramidi con un andamento ciclico similare, ma con obiettivi sempre più sfidanti e inerenti la nuova realtà circostante.

Come studioso delle TLC, parzialmente del Web e più in generale dell’Hi-Tech capace di modificare la vita (da cui scaturisce quel TLC – Total Lifestyle Change – sottotitolo del mio blog), ho deciso di teorizzare una nuova scala, il cui concept basico avrà questo nome: Piramide COSMA o (Scala LDF.2.0).
Le integrazioni provenienti dai lettori del mio blog e più in generale dalla Rete permetteranno di arricchire gli oggetti dei singoli step, creando una nuova piramide comune che possa essere attuale per gli Hi-Tech Innovators e Early Adopters del modello del “ciclo di vita dell’adozione tecnologica” di Geoffrey Moore.
I nuovi “bisogni” (tra parentesi si riporta la corrispondente parallelizzazione con i bisogni di Maslow) sono:
1) Bisogno di Connessione (Bisogni fisiologici): PC; Cellulare - necessità di essere presenti, connessi con il mondo. Senza PC non si può lavorare, senza Cellulare non si può addirittura uscire di casa.
2) Bisogno di Orientamento sensoriale (Bisogni di sicurezza): GPS; e-mail; Wi-Fi; iPod; chiave dati USB - piccoli oggetti che sono ormai diventati scontati, delle vere e proprie commodity, che ci permettono di orientarci e organizzarci nel mondo che ci circonda, dandoci sicurezza.
3) Bisogno di Socialità: strumenti di Social Networking (e.g. MySpace, LinkedIn) ; Social Software (e.g. Twitter); Mobile Social Software (Mo.So.So., come Jaiku); Game Console (e.g. Wii; Xbox360; PS3) - tutti quei SW e HW che permettono di crearsi una community, appartenere ad un gruppo ed interagire con altre persone.
4) Bisogno di Medialità: Blog; Do It Yourself (DIY) Media (e.g. YouTube) - necessità edonistica di essere visibili, di partecipare attivamente tramite strumenti cross-mediali.
5) Bisogno di Autocelebrazione: Home Theater; TV LCD Full HD; Vivavoce bluetooth integrato nell’auto - strumenti che danno alla persona, oltre che piacevolezza nel loro utilizzo, un senso di appagamento e realizzazione.

COSMA

Meditate e vi ci ritroverete…

A settimana prossima.

[Update 7 Luglio 2008] Giovanni De Vidi (di PMI.it) cita la Piramide COSMA.

Devo dire che il gruppo Reply, del quale faccio parte, a quanto sembra dai comunicati stampa ufficiali e dalla rete stia seriamente prendendo in considerazione il fenomeno Web 2.0. Anche Reply infatti oltre crearsi un’isola (Living Network) su Second Life, realizzata in collaborazione con Giugiaro, oltre ad essere stata tra le poche a partecipare come vendor al Web 2.0 Expo di San Francisco presentando soluzioni proprie, scopro oggi che ha aperto addirittura un blog sulla tematica in pieno stile easy-blogger, usando piattaforma e host di Wordpress.

Reply_2.0

Saranno ormai 4 anni che studio le modalità migliori e più efficaci per creare un Curriculum Vitae; ed è da circa 2 anni che analizzo (sottoponendomi a estenuanti colloqui) le aziende e le loro prassi d’interazione con i candidati, generalmente neolaureati, che si offrono per coprire nuove posizioni professionali.

Non posso fare a meno di notare che nell’ultimo anno trascorso, qualcosa è effettivamente cambiato. La Rete ha fatto in modo che il CV si estendesse oltre la sua natura intrinseca e diventasse anch’esso un format digitale dai confini poco definiti. Qualche mese fa i responsabili delle aree di Human Resource (HR) si basavano su ricerche su Google per individuare informazioni aggiuntive oltre al semplice “pezzo di carta” inviato dalla persona. Da un pò di tempo vanno direttamente alla ricerca del loro blog; d’altronde nel mondo  vengono aperti 120000 nuovi blog ogni giorno e in media 1,4 ogni secondo: “Il candidato che sto valutando, perchè no, potrebbe essere tra questi” potrebbe dire tra sè e sè qualche impiegato HR.

Il blog sta diventando quindi uno strumento individuale di riferimento che ci permette di farci conoscere, indipendentemente dagli argomenti che tratta.
Pensiamo ai cellulari: quando ero al liceo qualche mio compagno si chiedeva sconvolto cosa avessi a fare un terminale, dal momento che non avevo un’attività lavorativa; provate a dire adesso la stessa cosa ad un liceale…
Lo stesso è avvenuto con l’e-mail: senza una @ non è possibile iscriversi ad alcun servizio Internet, ormai non è più possibile neanche trovare lavoro!
La naturale evoluzione di questa serie di contatti che identificano una persona e la sua reperibilità, sfocerà naturalmente nei blog personali. LinkedIn ad esempio rappresenta nè rappresenta attualmente un passo intermedio.

Il blog costituirà quindi una nuova carta d’identità che si andrà lentamente a sostituire al classico CV.  Forse non solo a questo, forse ad una serie di altri codici e numeri che ci identificano; o meglio il blog ne diventerà un naturale collettore…

“Qualsiasi cosa tu abbia bisogno che possa riguardarmi, trovi tutto su www.lucadefelice.com“, la mia Identity 2.0…

Purtroppo il Web 2.0 è anche questo…

Emotionr

Un argomento un pò pesante per il venerdì sera, ma ritengo sia utile affrontarlo…
La mia dissertazione nasce dalla discussione accessasi in rete dopo l’uscita dei risultati della ricerca di Yahoo sul Web 2.0 (relativa alla percentuale di utenti “attivi”, cioè coloro che creano i contenuti su alcuni siti Web 2.0 di rilievo); il mio ragionamento ricalca i risultati di Frangino, ma percorre un altro iter deduttivo.

Partiamo dalla famosa Long Tail di cui spesso si parla associandola all’ormai noto concetto di Web 2.0.  Il termine è comunemente utilizzato nelle scienze statistiche per definire modelli di distribuzione in cui una popolazione ad alta frequenza o ampiezza è seguita da una popolazione a bassa frequenza o ampiezza, che diminuisce gradatamente. In molti casi, come quello del Web 2.0 (ad esempio la Web TV), gli eventi poco frequenti o di bassa ampiezza, la coda lunga, possono cumulativamente superare in numero o in importanza la porzione iniziale della curva (seguendo l’esempio, la TV tradizionale) di modo che presi tutti insieme rappresentano la maggioranza. In pratica, per fare un altro esempio, gli utenti iniziano a focalizzarsi su argomenti di nicchia, utilizzano attivamente YouTube ed evitano di subire passivamente la programmazione di massa televisiva, alimentando così il processo di rivalutazione della lunga coda.

Ciò che spesso non si dice è che la Teoria della Lunga Coda nasce dalla formulazione di un teorema, quello di Pareto, secondo il quale la maggior parte degli effetti (80%) è dovuta ad un numero ristretto di cause (20%). In pratica il Web 2.0 ha scardinato la teoria di Pareto perchè ha permesso che l’80% degli effetti si distribuisse oltre il 20% delle cause e quindi anche sugli attori della lunga coda.

Esempio di diagramma di Pareto: i primi tre fattori (ad esempio difetti) hanno una incidenza dell'80% sul totale degli effetti (ad esempio reclami)

A questo punto il dibattito che ne nasce sulla proporzione utenti attivi/passivi va oltre la rivoluzione del Web 2.0; in pratica il Web 2.0 ha scardinato i vecchi teoremi, ma solo se rapportato ai media tradizionali. Se questo viene analizzato in maniera assoluta (ossia relativamente al rapporto utenti attivi/passivi), la legge di Pareto riprende a funzionare: dai dati emersi da Yahoo piano piano si avrà un’evoluzione fino ad un assestamento in cui il 20% degli utenti produrrà l’80% dei contenuti e quindi diventerà attivo.

I dati quindi non rivelano niente di preoccupante. Piuttosto la domanda che ne scaturisce è: quale sarà il fenomeno e la rivoluzione che andrà oltre il Web 2.0, facendo sì che gli utenti attivi aumentino e scardinando nuovamente la legge di Pareto…

[ripeto: queste sono divagazioni errabonde del venerdì sera...]

Quando bisogna fare un qualsiasi lavoro su un argomento nuovo, si sente la necessità di cercare documenti interessanti dai quali reperire informazioni utili o attraversi i quali farsi una cultura (un pò come si fà per la bibliografia della tesi di laurea). Finora ho individuato tre possibili metodi per riuscire a trovare con una buona velocità files in formato doc, pdf o ppt di una certa consistenza:

1) Un metodo è costituito dalla classica e banale ricerca tramite Google, inserendo di fianco alla parola chiave dell’argomento una delle estensioni (.doc, .pdf, .ppt); ad esempio per cercare documenti Acrobat inerenti l’innovazione posso mettere “innovazione .pdf” oppure inserire “innovazione filetype:pdf”, metodologia che fornisce un risultato di ricerca migliore del precedente.

2) E’ possibile reperire delle slide sugli argomenti più vari tramite il sito SlideShare. L’unico problema è che i ppt non sono scaricabili, ma possono essere visualizzati solo da web.

3) I documenti scaricabili a scelta direttamente in formato pdf o doc, anche qui sugli argomenti più disparati, si possono trovati su Scribd, sito che offre molti reports, drafts, white papers ma anche tesi, o libri veri e propri (magari mai pubblicati); l’unico punto negativo è che è ancora poco frequentato da italiani (e di conseguenza si trovano pochi file nella nostra lingua).

4) Un metodo alternativo ai precedenti che non dà grandissimi risultati è cercare i documenti di interesse tramite un software peer-to-peer, come eMule.

Se avete altre metodologie, proponete pure…

Su indicazione del mio collega di scrivania Andrea, vi segnalo questo divertente “suggerimento” di Google Maps.  Seguite le istruzioni qui di seguito:

1) Andate su Google Maps.
2) Andate su “indicazioni stradali” (menù in alto)
3) Digitate da Padova a New York
4) Andate al punto 38 del percorso…

Riporto di seguito il risultato della mia visita alla fiera dell’elettronica di Busto Arsizio, sulla quale ho postato qualche giorno fa. Relativamente all’ingresso il costo effettivo è di 7 € euro, che si riducono a 5 € se si stampa e si presenta all’ingresso il buono presente sul sito.

In prima battuta, per quanto riguarda la categoria “beni di prima necessità” o “commodities”, ho acquistato 25 CD-R + 25 DVD-R + 10 DVD-RW il tutto per un totale di 24 €.

Inoltre ho finalmente deciso di spendere un’ammontare pari a 56 € per un ricevitore Bluetooth - GPS (da collegare al mio Nokia N73), che mi sta dando già molte soddisfazioni: 20 canali e una grande capacità d’individuare il segnale all’accensione (molto più veloce del mio TomTom Go 300). Rilevo soltanto una leggera lentezza nell’aggiornare il segnale sulla mappa (finezza che si nota solamente rapportandolo al classico navigatore satellitare TomTom).

Infine, con il sostegno morale del mio amico Roberto che mi ha seguito in questo acquisto, ho deciso di soddisfare la mia natura infantile comperando un vero e proprio oggetto del desiderio: un elicottero (in volo nella foto sotto) comandato via raggi infrarossi con buona autonomia in termini di distanze e durata della batteria; due motori, uno per le pale principali e uno più piccolo per l’elica posteriore; luce anteriore per le incursioni notturne. 15 € e non dico altro…

Helicopter

     

Io (Jerry Dingson) sul molo di Forte dei Marmi, che guardo la spiaggia…

Forte_on_SL