Per trade-off si intende comunemente una “situazione in cui un guadagno rispetto a un dato obiettivo implica necessariamente una perdita riguardo a un altro”.
Un classico trade-off risiede banalmente nel bilanciamento tra vita privata e lavoro: più lavoro, più ottengo risultati e più guadagno, ma, dall’altro lato, mi diverto meno e magari vado a ledere i rapporti familiari e di amicizia. L’equilibrio corretto tra questi due fattori è proprio il punto di trade-off.
Tale concetto viene comunque utilizzato in ambiti più complessi, ad esempio in trattazioni economiche dove spesso le variabili fondamentali sono i costi, i tempi o la qualità.
A mio parere il trade-off si esplica nella vita di tutti i giorni; nella maggior parte delle azioni che facciamo esiste un trade-off e siamo costantemente chiamati in causa per prendere una decisione in merito, definendone il punto ottimale. Rimanendo sempre a livello sistemico, l’unico modo per superarlo è innovare. L’innovazione infatti permette di superare quella sorta di compromesso per cui ad un eccesso di fattori positivi ne subentrano altri negativi.
Ritornando al semplice esempio precedente, innovare potrebbe significare cambiare occupazione spostandosi su attività più gratificanti e più vicine alle aspirazioni personali o attività che permettano di concedersi più facilmente degli orari flessibili; in questo modo si ha un upgrade del proprio status (spostando in alto la curva e quindi il trade-off, come mostrato nella figura sotto), aumentando gli aspetti positivi e contenendo quelli negativi.
La vita è quindi un trade-off, ma innovare aiuta a vivere…
Sarebbe interessante analizzare quali sono gli ostacoli che impediscono alla curva di spostarsi più in alto. “Crossing the chasm” si direbbe per citare un guru di moda qualche tempo addietro.
E’ sicuramente interessante, Alessandro. La limitazione però è data dal fatto che Moore nel suo libro si focalizza solo sul marketing e sull’influenza che può avere l’innovazione sugli aspetti di business.
La mia vuole essere più una divagazione di come il concetto di trade-off, tipico di trattazioni economiche, si estrinsechi anche nella vita quotidiana.
In questo caso, infatti, a differenza di un’azienda, il fattore psicologico è ancora più forte e influente: ritornando a “Crossing the chasm”, proprio per questa influenza, magari chi è “innovator” o “early adopter” di nuovi business concept poi è molto conservatore o resistente al cambiamento nella vita di tutti i giorni.
Un’altra interessante teoria, sempre derivante dal management aziendale, che si potrebbe invece applicare per alzare la curva evitandone gli ostacoli potrebbe essere il “Kaizen” o miglioramento continuo (che magari tratterò in un futuro post); questa infatti potrebbe affrontare con maggior piglio gli aspetti psicologici che subentrano in questi casi.
grande. anche io la penso così. sono biologa, quindi studio i trade off in natura, e sono convinta che la vita ne sia piena. metti il classico tette/cervello!!
; )))
Sì, diciamo che hai esplicitato qualcosa che mi è passato subconsciamente nella testa mentre scrivevo il post…