La Long Tail, la Legge di Pareto e il Web 2.0…
Posted by: LDF in UncategorizedUn argomento un pò pesante per il venerdì sera, ma ritengo sia utile affrontarlo…
La mia dissertazione nasce dalla discussione accessasi in rete dopo l’uscita dei risultati della ricerca di Yahoo sul Web 2.0 (relativa alla percentuale di utenti “attivi”, cioè coloro che creano i contenuti su alcuni siti Web 2.0 di rilievo); il mio ragionamento ricalca i risultati di Frangino, ma percorre un altro iter deduttivo.
Partiamo dalla famosa Long Tail di cui spesso si parla associandola all’ormai noto concetto di Web 2.0. Il termine è comunemente utilizzato nelle scienze statistiche per definire modelli di distribuzione in cui una popolazione ad alta frequenza o ampiezza è seguita da una popolazione a bassa frequenza o ampiezza, che diminuisce gradatamente. In molti casi, come quello del Web 2.0 (ad esempio la Web TV), gli eventi poco frequenti o di bassa ampiezza, la coda lunga, possono cumulativamente superare in numero o in importanza la porzione iniziale della curva (seguendo l’esempio, la TV tradizionale) di modo che presi tutti insieme rappresentano la maggioranza. In pratica, per fare un altro esempio, gli utenti iniziano a focalizzarsi su argomenti di nicchia, utilizzano attivamente YouTube ed evitano di subire passivamente la programmazione di massa televisiva, alimentando così il processo di rivalutazione della lunga coda.
Ciò che spesso non si dice è che la Teoria della Lunga Coda nasce dalla formulazione di un teorema, quello di Pareto, secondo il quale la maggior parte degli effetti (80%) è dovuta ad un numero ristretto di cause (20%). In pratica il Web 2.0 ha scardinato la teoria di Pareto perchè ha permesso che l’80% degli effetti si distribuisse oltre il 20% delle cause e quindi anche sugli attori della lunga coda.
A questo punto il dibattito che ne nasce sulla proporzione utenti attivi/passivi va oltre la rivoluzione del Web 2.0; in pratica il Web 2.0 ha scardinato i vecchi teoremi, ma solo se rapportato ai media tradizionali. Se questo viene analizzato in maniera assoluta (ossia relativamente al rapporto utenti attivi/passivi), la legge di Pareto riprende a funzionare: dai dati emersi da Yahoo piano piano si avrà un’evoluzione fino ad un assestamento in cui il 20% degli utenti produrrà l’80% dei contenuti e quindi diventerà attivo.
I dati quindi non rivelano niente di preoccupante. Piuttosto la domanda che ne scaturisce è: quale sarà il fenomeno e la rivoluzione che andrà oltre il Web 2.0, facendo sì che gli utenti attivi aumentino e scardinando nuovamente la legge di Pareto…
[ripeto: queste sono divagazioni errabonde del venerdì sera...]






Entries (RSS)