CXO? No, grazie…

In questi giorni sto leggendo il libro Marketing Reloaded (pagg. 203-204), scritto dagli amici del Politecnico di Milano. Mi permetto di riportare una parte che mi ha particolarmente interessato e colpito per l’attinenza alla realtà (soprattutto quella vissuta nella mia precedente esperienza lavorativa):

In un recente intervento, Tom Peters, uno dei più longevi guru del ma­nagement a livello internazionale, suggeriva alle aziende presenti al­l’incontro di inserire nell’organigramma la figura del Chief Experience Officer (CXO), per poter presidiare al meglio la richiesta di esperienze coinvolgenti proveniente dal mercato. [...] La creazione di ruoli organizzativi in aggiunta alla struttura tradizionale dell’azienda non si può considerare un’opzione sostenibile di fronte a cambiamenti radicali nell’ambiente esterno. Inserire “personaggi strani” nel contesto del business ha come risultato quasi certo la marginalizzazione delle figure più laterali rispetto al pensiero organizzativo corrente. Per gli scettici, si rimanda alla falcidia subita dai cosiddetti team per la gestione del CRM: si tratta perlopiù di nuove unità organizzative composte da menti brillanti o da giovani di talento, ma che si scontra­no con la convinzione, diffusa all’interno delle aziende, di essere dei corpi estranei, dei lussi voluti dall’amministratore delegato e, a dirla tutta, dei “mangia pane a tradimento dei poveri lavoratori che devono tirare la carretta”. Più che di soluzioni parziali, il nuovo contesto di mercato e competitivo, descritto in questo libro, ha bisogno di cam­biamenti significativi e pervasivi nel modo di fare business delle aziende. Il problema centrale di un’impresa che adotti la prospettiva di marketing reloaded è quello di sviluppare un’offerta di esperienze in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei clienti attuali e potenziali: la soluzione di questo problema richiede il coinvolgimento di tutta l’azienda e, in una certa misura, il ridisegno di molte sue parti piuttosto che soluzioni sbrigative come quella del CXO. A questo fine, è necessario integrare in un unicum le varie dimensioni dell’attività aziendale, in modo da armonizzare i processi fondamentali d’impresa per la co-creazione di valore.”

In buona sostanza per creare un Team d’Innovazione all’interno di un contesto aziendale, è necessario che questo sia correttamente amalgamato con altre funzioni aziendali, che vanno dal Marketing Strategico al Team di R&D a seconda delle finalità e dei task che lo stesso Team deve portare a termine.

La figura di un Chief Marketing Officer (CMO) che inglobi sotto di sè un Innovation Team o singoli Product Managers valutati anche sulla capacità d’innovazione e di creazione di nuove features è, a mio modo di vedere, la soluzione capace di garantire i migliori risultati.

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