Archive for March, 2009

Passando con il mouse sul logo di FriendFeed in homepage ho trovato questo rollover…mah!

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Rappresentazione videoillustrata di come siamo finiti nell’attuale situazione finanziaria.

[via TamTamy Blog]

Quella notte Luca era particolarmente pensieroso. Pensava a quanto lei fosse stupenda quella sera. Scintillante, maestosa e stravagante, forse più del solito. Lui la cercava con lo sguardo, cercava una sua immagine completa. Ma era troppo attraente e Luca non poteva far altro che perdersi nelle vie della sua bellezza. Fingendosi timida, tentava di nascondersi nel buio crepuscolare per non attirare troppo l’attenzione. Eppure il suo vestito luccicante la tradiva nei suoi intenti. Sapeva di essere bellissima. Entrambi sapevano che l’altro lo sapeva, ma i loro sguardi difficilmente s’incrociavano, perché lui non voleva farla sentire troppo sicura di sé e darle così ulteriori soddisfazioni.
Il loro rapporto era da tempo frastagliato. Lei cambiava repentinamente umore: un giorno era fredda, indifferente e pungente, il giorno dopo calda e accogliente; una volta era confusa e stressata, un’altra calma e serena. Luca ormai non sapeva più come trattarla, come comportarsi con lei. Era diventata imprevedibile. Ciononostante l’amava. E quella sera, che aveva l’occasione di ammirarla nella sua straordinaria eleganza, non poteva far altro che ricordare i bei momenti passati insieme, fin da quando era bambino, fin da quando era piccolo e lei gli appariva già magnifica e importante.
Crescendo però le cose sono cambiate. Lei ha perso ai suoi occhi un pò della sua grandezza e lui ha imparato a conoscerla, ha scoperto le sue peculiarità e le sue debolezze. Luca nel tempo ha ammirato la sua innata umanità nell’accogliere persone diverse e sconosciute; ha apprezzato la sua estrema vitalità; ha saputo perdonarle la sua vanità e la sua superbia, spesso irritanti; ha accettato quel suo sgradevole vizio di fumare; ha imparato a consolarla quando piangeva improvvisamente e senza motivo; ha compreso persino quel suo tipico risveglio mattutino, chiassoso, offuscato e desideroso di particolari attenzioni. Ciò che però lo metteva in difficoltà era la volubilità e l’instabilità del suo carattere. Ma non poteva farci niente, nessuno poteva farci niente: lei era così, tanto strepitosa quanto riservata, tanto incomprensibile quanto razionale.
Dopo qualche ora assorto nei suoi pensieri, quella stessa notte prese una decisione. Decise innanzitutto di soffocare quelle riflessioni felici e, nel contempo, malinconiche. Concluse inoltre che, pur con tutti i suoi difetti, era talmente folgorato dalla sua bellezza che non se ne sarebbe potuto andare. Non se la sentiva di lasciarla. Non avrebbe mai abbandonato la sua Milano.

[Luca De Felice, Milano, 09/04/05]

Il 24 Febbraio 2009 io e due miei colleghi, Fabio Gandola e Nicola Tassini, sfruttando il down di Gmail, ci siamo messi all’opera per trasformare la pausa pranzo lavorativa in una dilettevole (e da dilettante) operazione di Viral & Buzz Marketing. Attraverso una serie di semplici azioni che andrò ad elencare abbiamo scalato i posizionamenti in Google finendo quarti con la ricerca “Gmail non funziona” e ottenendo una citazione su LaStampa.it.

ricerche

1) Creare la “notizia”: quando circa 2 settimane fa Gmail ha inziato a dare i primi segni di disservizio i più veloci a parlarne sono stati gli assidui frequentatori di Twitter e FriendFeed (intorno alle 10:30). Noi ci siamo accorti relativamente tardi rispetto ai servizi di microblogging (intorno alle 11:15), ma siamo stati tra i primi della blogosfera (se non i primi) a decidere di dedicare un post alla notizia. Post più che altro eclatante e abbastanza banale: l’obiettivo era creare un articolo facilmente indicizzabile da Google e possibile fonte d’ispirazione per i giornali.

Siamo partiti quindi dal titolo: doveva essere il più vicino possibile alle ricerche chiave inerenti il tema della giornata; inoltre anche il testo ed il tagging del post dovevano essere coerenti. In effetti il titolo “Gmail non funziona” ha garantito 274 ricerche di Google che hanno portato a questo blog e quindi andate a buon fine.

commenti

2) Acquisire visibilità sui siti di social news: la prima attività, dopo aver pubblicato il post, è stata quella di ottenere una minima visibilità su alcuni hub della blogosfera segnalando la notizia su siti di editoria sociale come Wikio, Digg, Diggita o OkNotizie. Inoltre abbiamo condito il tutto con qualche segnalazione su siti di Social Bookmarking come Del.icio.us. I primi commenti hanno iniziato a farsi vedere.

google_ranking3) Attivare il Viral Marketing: come per le attività di Search Engine Optimization (SEO) al punto 1), anche per il Viral Marketing un esperto del settore avrebbe potuto fare molto di più. Noi ci siamo limitati a tre azioni:

a. Monitorare su Twitter una ricerca con parola chiave Gmail e rispondere a tutti coloro che apparivano nel livestream che per avere informazioni sul funzionamento di Gmail avrebbero trovato il necessario al relativo link (che portava al nostro post).
b. Cercare su FriendFeed le conversazioni opportune (sempre tramite ricerca) e commentare segnalando il link.
c. Pubblicare automaticamente a cascata sui relativi profili di Facebook gli aggiornamenti generati su Twitter e FriendFeed.

Poche azioni nel momento giusto ci hanno fatto salire su Google. Già verso le 12:00 eravamo in prima pagina con la ricerca “Gmail non funziona”, ma anche le ricerche “Gmail non va” e “Perchè Gmail non funziona?” ci vedevano tra le prime posizioni.

4) Potenziare il Viral tramite il Buzz: in questa disciplina ci possono essere correnti di pensiero differenti. Alcuni sostengono che sia il cosiddetto word-of-mouth (o passaparola) a generare viralità in fase embrionale; altri che il passaparola aiuti una volta attivate le prime azioni di Viral. Ad ogni modo, premettendo che ad oggi la differenza tra i due termini risulta poco chiara (oltre ai relativi confini), ho iniziato a concepire come Viral Marketing tutte le azioni rivolte a utenti sconosciuti che potessero a loro volta promuovere la notizia; mentre per Buzz Marketing ho iniziato a intendere tutte le attività di passaparola verso conoscenti e amici. Nel caso specifico il Viral  è servito come abilitatore, mentre il Buzz come potenziatore dell’iniziativa.
piccoDi per sè la pubblicazione degli aggiornamenti di Twitter e FriendFeed su Facebook costituiva già un’azione di Buzz Marketing automatica, in quanto la segnalazione arrivava al proprio gruppo di amici. Altre vie per alimentare il passaparola tra i conoscenti erano costituite dalla pubblicazione di status update consoni sui servizi di Instant Messagging (MSN e Skype ad esempio). Infine il potenziamento di quanto fatto in termini di viralità, avveniva indicando via e-mail, ad amici e parenti, la notizia su Wikio e richiedendo gentilmente un loro voto.
A questo punto il blog aveva raggiunto una buona visibilità. Le visite giornaliere non erano mai state così alte (1285 visite raggiunte nella giornata) e in effetti quanto avevamo fatto aveva funzionato. In realtà però verso le 13:15 ci siamo accorti che ancora nessuna testata online parlava del down di Gmail.

5) Contattare i quotidiani online: abbiamo colto il ritardo dei giornali nel pubblicare la notizia per proporgli il nostro post come primo log di quanto era successo in mattinata (il post veniva aggiornato ogni tanto con i vari update) e delle reazioni a caldo di alcuni utenti. Se da un lato molti giornali hanno fatto i furbi e non hanno citato la fonte della segnalazione (confrontando il minuto di invio della e-mail e il minuto di pubblicazione della notizia, a distanza di un’ora e mezza da quando si è verificato il disservizio, non si può non pensare male), La Stampa online ha ripreso correttamente il nostro link, concludendo il pezzo in maniera “eclatante”. Nel frattempo ci limitavamo a commentare le notizie degli altri quotidiani (ove possibile), promuovendo il solito link.

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Da quest’esperienza abbiamo imparato che non bisogna essere degli esperti di SEO o di Viral & Buzz per ottenere un pò di visibilità in Rete. Basta cavalcare la notizia giusta (Gmail è un ottimo servizio di posta elettronica e per questo è molto diffuso; un suo disservizio può fermare l’attività lavorativa di una buona percentuale del Paese) e coordinare alcune azioni sui principali servizi in Rete.
Rimane tuttavia da precisare che nel caso di lancio di nuovi prodotti o servizi la mole di lavoro sarebbe stata leggermente differente: oltre alle attività di Viral, sarebbe stato necessario creare una notizia che fosse minimamente appealing.