Viral Rush Hour: come salire velocemente nelle posizioni di Google

Il 24 Febbraio 2009 io e due miei colleghi, Fabio Gandola e Nicola Tassini, sfruttando il down di Gmail, ci siamo messi all’opera per trasformare la pausa pranzo lavorativa in una dilettevole (e da dilettante) operazione di Viral & Buzz Marketing. Attraverso una serie di semplici azioni che andrò ad elencare abbiamo scalato i posizionamenti in Google finendo quarti con la ricerca “Gmail non funziona” e ottenendo una citazione su LaStampa.it.

ricerche

1) Creare la “notizia”: quando circa 2 settimane fa Gmail ha inziato a dare i primi segni di disservizio i più veloci a parlarne sono stati gli assidui frequentatori di Twitter e FriendFeed (intorno alle 10:30). Noi ci siamo accorti relativamente tardi rispetto ai servizi di microblogging (intorno alle 11:15), ma siamo stati tra i primi della blogosfera (se non i primi) a decidere di dedicare un post alla notizia. Post più che altro eclatante e abbastanza banale: l’obiettivo era creare un articolo facilmente indicizzabile da Google e possibile fonte d’ispirazione per i giornali.

Siamo partiti quindi dal titolo: doveva essere il più vicino possibile alle ricerche chiave inerenti il tema della giornata; inoltre anche il testo ed il tagging del post dovevano essere coerenti. In effetti il titolo “Gmail non funziona” ha garantito 274 ricerche di Google che hanno portato a questo blog e quindi andate a buon fine.

commenti

2) Acquisire visibilità sui siti di social news: la prima attività, dopo aver pubblicato il post, è stata quella di ottenere una minima visibilità su alcuni hub della blogosfera segnalando la notizia su siti di editoria sociale come Wikio, Digg, Diggita o OkNotizie. Inoltre abbiamo condito il tutto con qualche segnalazione su siti di Social Bookmarking come Del.icio.us. I primi commenti hanno iniziato a farsi vedere.

google_ranking3) Attivare il Viral Marketing: come per le attività di Search Engine Optimization (SEO) al punto 1), anche per il Viral Marketing un esperto del settore avrebbe potuto fare molto di più. Noi ci siamo limitati a tre azioni:

a. Monitorare su Twitter una ricerca con parola chiave Gmail e rispondere a tutti coloro che apparivano nel livestream che per avere informazioni sul funzionamento di Gmail avrebbero trovato il necessario al relativo link (che portava al nostro post).
b. Cercare su FriendFeed le conversazioni opportune (sempre tramite ricerca) e commentare segnalando il link.
c. Pubblicare automaticamente a cascata sui relativi profili di Facebook gli aggiornamenti generati su Twitter e FriendFeed.

Poche azioni nel momento giusto ci hanno fatto salire su Google. Già verso le 12:00 eravamo in prima pagina con la ricerca “Gmail non funziona”, ma anche le ricerche “Gmail non va” e “Perchè Gmail non funziona?” ci vedevano tra le prime posizioni.

4) Potenziare il Viral tramite il Buzz: in questa disciplina ci possono essere correnti di pensiero differenti. Alcuni sostengono che sia il cosiddetto word-of-mouth (o passaparola) a generare viralità in fase embrionale; altri che il passaparola aiuti una volta attivate le prime azioni di Viral. Ad ogni modo, premettendo che ad oggi la differenza tra i due termini risulta poco chiara (oltre ai relativi confini), ho iniziato a concepire come Viral Marketing tutte le azioni rivolte a utenti sconosciuti che potessero a loro volta promuovere la notizia; mentre per Buzz Marketing ho iniziato a intendere tutte le attività di passaparola verso conoscenti e amici. Nel caso specifico il Viral  è servito come abilitatore, mentre il Buzz come potenziatore dell’iniziativa.
piccoDi per sè la pubblicazione degli aggiornamenti di Twitter e FriendFeed su Facebook costituiva già un’azione di Buzz Marketing automatica, in quanto la segnalazione arrivava al proprio gruppo di amici. Altre vie per alimentare il passaparola tra i conoscenti erano costituite dalla pubblicazione di status update consoni sui servizi di Instant Messagging (MSN e Skype ad esempio). Infine il potenziamento di quanto fatto in termini di viralità, avveniva indicando via e-mail, ad amici e parenti, la notizia su Wikio e richiedendo gentilmente un loro voto.
A questo punto il blog aveva raggiunto una buona visibilità. Le visite giornaliere non erano mai state così alte (1285 visite raggiunte nella giornata) e in effetti quanto avevamo fatto aveva funzionato. In realtà però verso le 13:15 ci siamo accorti che ancora nessuna testata online parlava del down di Gmail.

5) Contattare i quotidiani online: abbiamo colto il ritardo dei giornali nel pubblicare la notizia per proporgli il nostro post come primo log di quanto era successo in mattinata (il post veniva aggiornato ogni tanto con i vari update) e delle reazioni a caldo di alcuni utenti. Se da un lato molti giornali hanno fatto i furbi e non hanno citato la fonte della segnalazione (confrontando il minuto di invio della e-mail e il minuto di pubblicazione della notizia, a distanza di un’ora e mezza da quando si è verificato il disservizio, non si può non pensare male), La Stampa online ha ripreso correttamente il nostro link, concludendo il pezzo in maniera “eclatante”. Nel frattempo ci limitavamo a commentare le notizie degli altri quotidiani (ove possibile), promuovendo il solito link.

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Da quest’esperienza abbiamo imparato che non bisogna essere degli esperti di SEO o di Viral & Buzz per ottenere un pò di visibilità in Rete. Basta cavalcare la notizia giusta (Gmail è un ottimo servizio di posta elettronica e per questo è molto diffuso; un suo disservizio può fermare l’attività lavorativa di una buona percentuale del Paese) e coordinare alcune azioni sui principali servizi in Rete.
Rimane tuttavia da precisare che nel caso di lancio di nuovi prodotti o servizi la mole di lavoro sarebbe stata leggermente differente: oltre alle attività di Viral, sarebbe stato necessario creare una notizia che fosse minimamente appealing.

10 Comments

  1. Gran bel post! Complimenti a te e ai tuoi due colleghi! :)

  2. Stefania

    Abbiamo il migliore commerciale del mondo…. ;) Anzi i migliori commerciali del mondo….

  3. I miei complimenti! La vostra vicenda mi ha ricordato quanto accaduto a Roberto Falosso quando le dichiarazioni dei redditi sono finite online http://www.albertofalossi.com/post/Famoso-Passparola-Buzz-Marketing-Traffico.aspx

    Ciao
    Flavia

  4. LDF

    Grazie a tutti! @Flavia85: in realtà il post di Alberto ha fatto ben altri numeri (avvantaggiato da un blog più conosciuto e da una notizia più interessante ;-) )

  5. Infatti, nel mio caso avevo LA notizia :-) Avete comunque creato un viral con successo, bravi!

  6. notizia più grande, numeri più grandi. Entrambe sono però accomunate dall’idea di cavalcare l’onda della news. Bravi tutti!

  7. Complimenti davvero. Per l’idea ma, soprattutto, per l’esposizione del tutto. Molto chiaro e comprensibile.

  8. LDF

    Grazie, Davide. Mi fa piacere che la narrazione sia stata apprezzata, visto che ultimamente molti mi accusavano di aver preso una tendenza stilistica un pò troppo tech…

  9. Caro Luca,
    vivissimi complimenti per questo successo. In effetti ho sentito qche amico lamentarsi.
    Quando avremo tempo, magari davanti ad un buon cocktail, mi spiegherai meglio il tutto: da buon petroliere son lontano dai termini tecnici del futuro e mi devi parlare come magni per far sì che io capisca… =)

    Una domanda (retorica) alla comunità: abbiamo il nuovo guru del web 3.0? ;-)

    in bocca al lupo per la prossima sfida!

    Guido

  10. LDF

    Grazie e a presto Guido

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