Archive for May, 2009

philips_aurea Sabato ho visto in azione questo televisore e me ne sono letteralmente innamorato. Tralasciando la miriade di caratteristiche e funzionalità che possono avere i vari televisori nel 2009, il Philips Aurea si contraddistingue per una cornice che diventa parte dell’esperienza di visione, cambiando tonalità in base alle immagini che scorrono sullo schermo. La tecnologia Ambilight viene definita da Philips “l’audio surround per gli occhi” (anche se l’Aurea non trascura comunque le orecchie), perché utilizzando una serie di led disposti lungo la cornice (circa 150) permette l’immedesimazione dello spettatore nelle dinamiche di ciò che viene trasmesso grazie agli effetti di illuminazione che variano in sintonia con l’azione. Sono rimasto veramente colpito (anche dal prezzo :-( purtroppo)!

Alcuni di voi si ricorderanno del tormentato processo di sostituzione di un prodotto Netgear, descritto a suo tempo su questo blog. Ebbene sì, siamo giunti alla conclusione di questa triste vicenda dopo ben 5 mesi di attesa.

Il blog, probabilmente per la poca diffusione del post, non ha procurato grandi risultati: pur avendo linkato il sito dell’azienda, sciuramente nessun dipendente si è preoccupato di controllare gli incoming link.

Il punto di svolta si è avuto quando, già stanco del fatto che dall’area commerciale dicevano di non ricevere le mie mail, ho trovato il prodotto distribuito in molti mediastore di Milano. A quel punto ho deciso di mandare una raccomandata con in copia “Mi manda Raitre”. 4 giorni e il prodotto è arrivato.

Ne traggo come conclusione che i blog, se poco diffusi o relativi a prodotti di nicchia, non hanno ancora lo stesso “potere” dei media tradizionali (si intende a livello di intimidazione del venditore e non persuasione del consumatore). Ad ogni modo ho lasciato ai posteri il mio personale contributo per evitare la medesima esperienza.

Riprendendo il mio vecchio post sui “rami secchi“, è tempo di “potatura” ;-)

[via Montemagno]

Siamo sempre più veloci; alcuni direbbero “smart“. E’ ciò che sta succedendo sul web nell’ultimo periodo.  Le informazioni che circolano sono talmente tante che non c’è più tempo di scrivere sul blog: una segnalazione, un breve commento e via. Non ce ne stiamo rendendo conto, ma mentre in tanti iniziano adesso a scoprire il valore dei blog, sta prospettandosi all’orizzonte una nuova era, quella del “Rich Status Update” (altrimenti detto qualche mese fa “Rich Presence”), cioè quel breve aggiornamento dotato di informazioni aggiuntive come link, allegati, etc.

Sono due i segnali forti da evidenziare:

1) Gli aggregatori di feed RSS si stanno svuotando. Ho cominciato ad avere questa sensazione da quando riesco senza problemi a leggere gli aggiornamenti dei miei blog preferiti. Fino a qualche tempo fa (si parla dell’anno scorso) era per me impossibile seguire costantemente tutte gli update. Per contro, il traffico d’informazioni si sta spostando sui Social Network, sotto forma di update: se c’è bisogno di postare qualcosa che abbia un minimo valore si utilizza FriendFeed anzichè il blog; se le attività sono meramente ludiche c’è Facebook. Primo importante trend del 2009 è quindi dato dal fatto che la statusfera sta lentamente svuotando la blogosfera (almeno quella degli early adopter).

2) La prima e più importante conseguenza di questo fatto è che il bacino da cui attingere informazioni sta cambiando. E spesso anche il tipo di informazioni che si cercano comincia ad avere nuovi criteri d’importanza, come ad esempio l’attualità di una notizia, anzichè il suo page rank. Se l’obiettivo è trovare i prossimi eventi con topic Web 2.0 i soliti blog e hub della rete non bastano più.
Se ne sta rendendo conto anche Google che ha integrato nuove opzioni di ricerca; ma soprattutto, se ne stanno rendendo conto alcune realtà americane che approcciano il nuovo mondo del Real-Time Search: per cercare notizie “fresche” o semplicemente per cercare informazioni che ormai non si trovano più sui blog servono ricerche basate sui micromondi, come Twitter o FriendFeed.
Nel frattempo, negli ultimi due mesi, sono nate una miriade di start-up che forniscono servizi di Real-Time Search. Fra tutte quelle che ho individuato, vi segnalo Scoopler e Yauba (ma ci sono anche Twazzup, OneRiot, etc.).

Il punto di forza di Scoopler è l’organizzazione dei risultati della ricerca: a sinistra gli aggiornamenti provenienti da servizi di microblogging e social news, sulla destra informazioni più di lungo periodo.

scoopler

Le potenzialità di Yauba sono date invece dalla moltitudine di filtri che è possibile applicare alla ricerca.

yauba

Che il Microblogging, le conversazioni in rete, il Rich Status Update, la Statusfera e il Real-Time Search rappresentino l’avvento di un Web di terza generazione?

rsstopdfNon usi i feed RSS? Spesso sei offline o preferisci leggere gli articoli in formato cartaceo?

Da oggi grazie a rsstopdf.com potrai scaricare in formato pdf gli ultimi 10 post di I have an iDEa!.
Da oggi troverai l’apposito link in calce ad ogni post.

Buona lettura!

wordpress-logoLa nuova versione di Wordpress consente di importare facilmente post e varie feature da blog residenti su altre piattaforme.

Inoltre è possibile importare un feed RSS 2.0 come file. Per estrapolare il feed dal proprio blog come file è necessario accedere al relativo URL, visualizzare il sorgente della pagina (CTRL+U), salvare la pagina (File, Salva pagina con nome) e modificarne l’estensione in formato .rss.

A questo punto per importare il file è sufficiente accedere dal pannello di amministrazione all’area Tools, sottoarea Import e successivamente entrare in RSS.

A quando l’import tramite semplice feed RSS?

E’ da molto tempo che promuovo l’utilizzo dei sistemi di microblogging come strumento aziendale. Tuttavia, ad eccezione di poche case history, in Italia a malapena si conosce l’esistenza di queste nuove modalità di comunicazione.

Status updates explained from quub.com on Vimeo.

Probabilmente anche in questo caso l’approdo al mondo business di queste soluzioni deve inesorabilmente passare per un utilizzo massivo in ambito consumer, un pò come sta succedendo con Facebook nel nostro Paese.

Bene, in America, da circa 2-3 mesi Twitter è ormai diventato un mainstream: me ne accorgo analizzando vari blog d’oltreoceano, guardando i biglietti da visita di vari businessman americani, leggendo i twit di qualche amico e aggiornandomi con microblogging.it. Il mondo business è già parzialmente coinvolto, almeno per quanto riguarda l’engagement del cliente.

L’altra nota interessante è che il nostro Paese è, come già successe con Facebook a suo tempo, diviso tra gli early adopter che si stanno già spostando verso nuove realtà (vedi FriendFeed, che, oltre ad avere aggiornato la grafica, ha realizzato la localizzazione linguistica in italiano) e il resto degli abitanti che in buona parte non conosce neanche cosa sia Twitter.

C’è da chiedersi quindi se, come in molte altre occasioni, il nostro ritardo rispetto agli USA sia fisiologico e se almeno questa volta in ambito business sia possibile ridurre tale gap temporale, visto il generale interesse verso tematiche Enterprise 2.0…sempre che lo scollamento tra gli early adopter e il resto del Paese questa volta non sia fortemente limitante…

Va avanti lo studio di mio zio, a cui diedi una mano a suo tempo. E’ uscito oggi un articolo su Il Giornale, a firma di Tony Damascelli, che parla del suo libro e della sua iniziativa.

Per altro, la tematica relativa ai controlli in ambito sanitario e all’atttribuzione dei famosi DRG è stata trattata da Report settimana scorsa.

Vedremo se le proposte di riforma del sistema avranno un seguito.