Google Buzz, il nuovo servizio di microblogging della società di Mountain View presentato ieri, sembra il secondo tentativo di Google di entrare nel mercato del Real-Time Web, dopo aver lanciato Google Wave.

La famosa società, ci riprova: se Wave può prendere la strada dello strumento enterprise da integrare in Google Apps per rendere real-time i classici servizi collaborativi, Buzz è fortemente orientato ad una valorizzazione dell’asset Gmail rendendolo social e per molti aspetti molto simile a FriendFeed. Vedremo cosa succederà.

friendfeed-facebookIl viaggio verso il Real-Time Web si fa più interessante ed emozionante: Facebook acquisisce FriendFeed e porta a casa un servizio in grande espansione, capace di dare un grande impulso e integrare un’importante funzionalità all’interno del leader dei Social Network: la Real-Time Search. L’operazione non è assolutamente da sottovalutare visto che sbilancia favorevolmente verso questa nuova realtà la capacità di gestire la nuova dimensione del Real-Time Web (o Pushbutton Web che dir si voglia), sempre che Facebook sappia gestire meglio l’acquisizione rispetto a quanto ha fatto in passato Google con le sue “prede” (vedi ad esempio Dodgeball o Jaiku). Per il momento sulla scena del microblogging rimane a farla da padrone Twitter con il suo numero di utenze e mole di dati raccolti, ma sicuramente il nuovo duo è capace di creare, organizzare e individuare Conversazioni come nessun’altro.

Sebbene la notizia sia particolarmente importante soprattutto in vista dei futuri assetti di mercato, nella maggior parte dei casi gli utenti di FriendFeed non l’hanno accolta positivamente trattandosi prevalentemente (soprattutto in Italia) di Early Adopter in fuga da Facebook. Ad ogni modo FriendFeed garantisce la continuità del servizio anche se sarà sicuramente curioso vedere come verrà integrato nel Social Network senza perdere punti in funzionalità e user experience.

I segnali c’erano tutti (diminuzione dei post sui blog e nascita dei primi servizi di Real-Time Search). Gli strumenti che forniscono i dati (le conversazioni) anche.

FriendFeed sta inesorabilmente crescendo e le conversazioni si infittiscono:

friendfeed_trend

Twitter ha ridefinito nella nottata la sua Homepage, dando un’importanza non indifferente alla Search:

twitter_new_homepage1

E in Italia qualche suo fan, inizia finalmente a spiegare attraverso schemi chiari a cosa possa servire il popolare servizio di microblogging alle aziende:

enterprise_microblogging

Nel frattempo in America è iniziata la guerra per il Real-Time Search. Questo articolo può spiegarvi sicuramente meglio di me cosa si intende per RTS (o Pushbutton Web, che dir si voglia). Mentre in quest’altro, trovate lo stato dell’arte a Giugno 2009 dei motori di ricerca finora nati. Se ne stanno aggiungendo molti altri, basta fare una ricerca su Google con chiave “Real-Time Search” o “Microblogging Search”.

Molte start-up sognano quindi di diventare la Google del RTS, ma quello che si nota è la nascita di molteplici servizi che si differenziano solo per le fonti da cui prelevano le conversazioni e per alcune piccole caratteristiche nell’organizzazione dei dati.

In realtà in questo ambito la fa già da padrone lo stesso FriendFeed, in quanto il suo ruolo, prima di creare conversazioni, è quello di aggregarle da altri Social Network. FriendFeed è sicuramente avvantaggiato nella corsa all’RTS, ma, visto che il suo database dipende dagli utenti iscritti e non è detto che la sua popolazione aumenti, ha più potenzialità un semplice aggregatore di servizi di Microblogging che estrapoli tutti i dati di Twitter (che ha una popolazione molto più grande e molto più proiettata alla crescita in questo momento storico).

Ad ogni modo, ad oggi, non si vede un vero Leader di mercato. Molto probabilmente, oltre alla attività di integrazione e proposizione delle conversazioni, vincerà chi saprà costruire su questi dati delle analisi semantiche.

Intanto i giganti della ricerca si organizzano: Google sta pensando (ormai da tempo) di integrare un microblogging engine nel suo motore. Microsoft e il suo Bing si accordano oggi con Yahoo! e tentano di rimettersi in gioco in ambito Search (e adv).

Ancora una volta Livestream (ex Mogulus), dopo Mogulus e Procaster, lancia Twitcam, un servizio che permette in maniera veloce di intrecciare una diretta video Live con un sistema di chatting supportato da Twitter. Pur essendo la base logica (video+chat) similare al concept su cui si basa DeDe, le componenti in questo caso sono leggermente differenti: User-Generated Live Streaming + Microblogging.

In sintesi, il servizio è veramente originale e molto veloce/semplice da impostare. Inoltre l’utilizzo delle credenziali del famoso sito di microblogging, permette di evitare ulteriori iscrizioni. Infine l’embed permette di integrare la piattaforma di trasmissione con il proprio blog/sito come da esempio sottostante (peccato non si possa embeddare - ancora - la chat generata dai Twit).

David Armano, uno dei più autorevoli studiosi di Social Media in America, raccoglie alcuni suoi studi che descrivono i trends del 2009 relativi ai Micro-Network:

Alcuni di questi trattano tematiche affrontate in passato sulle pagine di “I have an iDEa!“:

Siamo sempre più veloci; alcuni direbbero “smart“. E’ ciò che sta succedendo sul web nell’ultimo periodo.  Le informazioni che circolano sono talmente tante che non c’è più tempo di scrivere sul blog: una segnalazione, un breve commento e via. Non ce ne stiamo rendendo conto, ma mentre in tanti iniziano adesso a scoprire il valore dei blog, sta prospettandosi all’orizzonte una nuova era, quella del “Rich Status Update” (altrimenti detto qualche mese fa “Rich Presence”), cioè quel breve aggiornamento dotato di informazioni aggiuntive come link, allegati, etc.

Sono due i segnali forti da evidenziare:

1) Gli aggregatori di feed RSS si stanno svuotando. Ho cominciato ad avere questa sensazione da quando riesco senza problemi a leggere gli aggiornamenti dei miei blog preferiti. Fino a qualche tempo fa (si parla dell’anno scorso) era per me impossibile seguire costantemente tutte gli update. Per contro, il traffico d’informazioni si sta spostando sui Social Network, sotto forma di update: se c’è bisogno di postare qualcosa che abbia un minimo valore si utilizza FriendFeed anzichè il blog; se le attività sono meramente ludiche c’è Facebook. Primo importante trend del 2009 è quindi dato dal fatto che la statusfera sta lentamente svuotando la blogosfera (almeno quella degli early adopter).

2) La prima e più importante conseguenza di questo fatto è che il bacino da cui attingere informazioni sta cambiando. E spesso anche il tipo di informazioni che si cercano comincia ad avere nuovi criteri d’importanza, come ad esempio l’attualità di una notizia, anzichè il suo page rank. Se l’obiettivo è trovare i prossimi eventi con topic Web 2.0 i soliti blog e hub della rete non bastano più.
Se ne sta rendendo conto anche Google che ha integrato nuove opzioni di ricerca; ma soprattutto, se ne stanno rendendo conto alcune realtà americane che approcciano il nuovo mondo del Real-Time Search: per cercare notizie “fresche” o semplicemente per cercare informazioni che ormai non si trovano più sui blog servono ricerche basate sui micromondi, come Twitter o FriendFeed.
Nel frattempo, negli ultimi due mesi, sono nate una miriade di start-up che forniscono servizi di Real-Time Search. Fra tutte quelle che ho individuato, vi segnalo Scoopler e Yauba (ma ci sono anche Twazzup, OneRiot, etc.).

Il punto di forza di Scoopler è l’organizzazione dei risultati della ricerca: a sinistra gli aggiornamenti provenienti da servizi di microblogging e social news, sulla destra informazioni più di lungo periodo.

scoopler

Le potenzialità di Yauba sono date invece dalla moltitudine di filtri che è possibile applicare alla ricerca.

yauba

Che il Microblogging, le conversazioni in rete, il Rich Status Update, la Statusfera e il Real-Time Search rappresentino l’avvento di un Web di terza generazione?

E’ da molto tempo che promuovo l’utilizzo dei sistemi di microblogging come strumento aziendale. Tuttavia, ad eccezione di poche case history, in Italia a malapena si conosce l’esistenza di queste nuove modalità di comunicazione.

Status updates explained from quub.com on Vimeo.

Probabilmente anche in questo caso l’approdo al mondo business di queste soluzioni deve inesorabilmente passare per un utilizzo massivo in ambito consumer, un pò come sta succedendo con Facebook nel nostro Paese.

Bene, in America, da circa 2-3 mesi Twitter è ormai diventato un mainstream: me ne accorgo analizzando vari blog d’oltreoceano, guardando i biglietti da visita di vari businessman americani, leggendo i twit di qualche amico e aggiornandomi con microblogging.it. Il mondo business è già parzialmente coinvolto, almeno per quanto riguarda l’engagement del cliente.

L’altra nota interessante è che il nostro Paese è, come già successe con Facebook a suo tempo, diviso tra gli early adopter che si stanno già spostando verso nuove realtà (vedi FriendFeed, che, oltre ad avere aggiornato la grafica, ha realizzato la localizzazione linguistica in italiano) e il resto degli abitanti che in buona parte non conosce neanche cosa sia Twitter.

C’è da chiedersi quindi se, come in molte altre occasioni, il nostro ritardo rispetto agli USA sia fisiologico e se almeno questa volta in ambito business sia possibile ridurre tale gap temporale, visto il generale interesse verso tematiche Enterprise 2.0…sempre che lo scollamento tra gli early adopter e il resto del Paese questa volta non sia fortemente limitante…

Non è il massimo vedersi apparire questo messaggio mentre si sta aggiornando il proprio profilo…
Questo fa capire però quanto Twitter sia utilizzato e quanto un modello di business inesistente possa prima o poi inficiare anche un servizio geniale…

twitter.gif

Google ha comprato Jaiku (di cui ho un widget nella finestra di Digital Presentity a lato), principale competitor del famoso Twitter e a mio modo di vedere molto superiore come funzionalità e potenzialità. La notizia è stata data dal blog ufficiale di Google, da quello di Jaiku e dal proprio cellulare grazie alla tag presence di cui dispone il Jaiku Team.
Le persone che ho spinto a iscriversi e che probabilmente stanno leggendo sono fortunate, perchè al momento sono bloccati nuovi sign-ups (a parte quelli per invito).

I miei complimenti a Jaiku per l’affare sicuramente proficuo e a lui che stavolta ci aveva visto veramente lungo.

Luca De Felice e, di conseguenza, I have an iDEa! da venerdì prossimo fino a inizio settembre andranno in vacanza (una vacanza che non esclude comunque periodici ritorni lavorativi a Milano).

Le potenzialità diffusive del Blog però non si fermano qui. Potrò mantenervi aggiornati sulle mie attività e sulle mie esperienze Toscane e Siciliane tramite due strumenti:

1) Jaiku: già implementato in I have an iDEa! da qualche tempo fornisce un aggiornamento su dove mi trovo e cosa sto facendo nella finestra con sfondo nero (My Presentity) sul lato destro del Blog.

2) Kyte: nuovo strumento che permette di uploadare foto e filmati da PC o da cellulare tramite e-mail o apposita applicazione. Sotto trovate la finestra TV con relativa chat da cui trasmetterò in estate e attraverso la quale compierò i primi test per la realizzazione di I have an iDEa! On-Air ad inizio settembre.

Intanto su I have an iDEa! On-Air (TV sottostante) trovate una selezione di filmati raggruppati nel primo servizio (“Innovation is the Future”) del nuovo canale sul quale da Settembre trasmetterò anche con dirette Live.

Buone ferie!